Il nostro olio

Cultivar: leccino 40%, moraiolo 30%, frantoio 30%
Descrizione (dalla Guida “L’olio – il libro guida agli oli d’Italia”, ed. Bibenda, a cura dell’Associazione Italiana Sommelier):

Luminoso e denso verde dorato con riflessi topazio.

Piacevole il quadro olfattivo che gioca su intense note di oliva verde, mela limoncella, mandarino e pomodoro, seguite da mandorla e noce, dragoncello, carciofo ed erbe aromatiche. Impatto gustativo tutto incentrato su note amare di cappero, cardo, cumino e timo, che lasciano spazio a sensazioni più piccanti che ne caratterizzano il finale. Ancora in evoluzione.

Raccolta delle olive manuale e con agevolatori tra fine ottobre e la prima metà di novembre. Frangitura tradizionale, olio filtrato a gravità con l'aiuto di pompe a bassissima pressione. Conservazione in silos a temperatura controllata.

Ottimo a crudo su passati di legumi e verdure o su una minestra di ceci con pasta, da provare su un filetto di cinghiale con capperi.

 

 

I nostri fagioli

Quando è buono un fagiolo? Non bisogna essere degli assaggiatori di professione per capire che è buono quando la buccia è il più possibile sottile, esaltando come fosse una purea la pasta interna. Questa è una delle caratteristiche dello zolfino, fagiolo che cresce nelle campagne che da Terranuova Bracciolini salgono verso il Pratomagno. Un fagiolo che in pochi anni è diventato simbolo della biodiversità.

In termini più popolari "biodiversità" sta per la possibilità che si continuino a lavorare specie vegetali particolari, anche se di non facile coltivazione e dalle rese molto basse. Un simbolo della necessità che la terra mantenga le sue varietà, ma anche il baluardo perché la Toscana, dove il fagiolo è un vero caposaldo della tavola, non divenga terra di conquista di legumi stranieri.

Il fagiolo zolfino ha anche una caratteristica molto apprezzata: la quasi assenza di buccia permette di cuocerlo senza un precedente ammollo.

Ma veniamo al nome. Zolfino lo sarebbe per il suo colore giallo (molto caratteristica è anche la forma rotondeggiante, quasi sferica), ma qualcuno accosta il nome alla presenza di una fonte sulfurea sulle pendici del Pratomagno. A proposito di terra, è importante coltivarlo nei Comuni di Loro Ciuffenna, Terranuova e Castelfranco di Sopra, perché solo qui si trovano terreni poveri di calcari che impediscono un'eccessiva crescita della buccia.

(da "Toscana, alle radici del gusto", Giunti Editore)

La ricetta originale

 

 

I nostri ceci

Coltivato da sempre dagli agricoltori delle colline del Chianti, del Valdarno e del Pratomagno, è un cece di piccole dimensioni, ma di grande sapore. Viene seminato in terreni sciolti verso la fine di Marzo. Il cece non ha bisogno di particolari cure, ma è oneroso in termini di fatica e tempo alla fase di raccolta e battitura, tutte rigorosamente manuali. Coltivato in modo tradizionale e marginale per piccoli appezzamenti: quindi soprattutto per produzioni familiari e con rese limitate.
Gastronomia: di buccia finissima regge bene una prolungata cottura che avviene dopo una notte di ammollo. E’ la base di molte minestre e zuppe, la più nota è la minestra di “ceci e tagliolini”.

La ricetta originale

 

 

Le nostre confezioni

L’Azienda Agraria La Ghianda prepara, per voi, delle fantastiche confezioni regalo. Potrete scegliere tra le eleganti cassette di olio per un regalo esclusivo oppure magnifiche confezioni pieni di prelibatezze... tutti all’insegna di un GUSTO TUTTO TOSCANO.

 

2008© Azienda Agraria LA GHIANDA di Andrea e Filippo Tanzi - Località Badia di Sant'Andrea - Loro Ciuffenna (Arezzo) - p. iva 01783100512